La Giornata Mondiale dell’Acqua ai tempi del coronavirus

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Il 22 marzo è la giornata mondiale dell’Acqua. Un’occasione per ricordarci che senza acqua per tutti non c’è igiene, e non c’è salute.

Lavati spesso le mani. E’ questo il nuovo “comandamento” che sentiamo ripetere in questi giorni di lotta alla pandemia di Covid-19. L’acqua combatte le infezioni, frena le epidemie. Eppure si tratta di un bene non garantito per tutti: oggi una persona su tre (oltre due miliardi di persone) vive senza accesso all’acqua pulita. La Giornata Mondiale dell’Acqua 2020 già dedicata all’interconnessione tra acqua e cambiamento climatico, sarà dedicata anche all’igiene.

Un’edizione a distanza

E sarà un’edizione diversa da tutte le altre. Il 12 marzo, a seguito delle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità per fronteggiare l’epidemia di Covid-19, quasi tutti gli eventi sono stati annullati o rinviati.

Ma il grido delle nazioni unite e degli attivisti è forte: non lasciamo che la battaglia per l’acqua passi in sordina. In una pagina dedicata, attivisti e istituzioni sono invitati a seguire linee guide di sicurezza e a condividere le loro conoscenze attrarverso il web.

L’acqua combatte le infezioni, frena le epidemie. Eppure si tratta di un bene non garantito per tutti

La Giornata Mondiale dell’Acqua è stata istituita dall’ONU in seguito al “Summit della Terra” di Rio de Janeiro nel 1992. Dalla prima ricorrenza, nel 1993, l’evento ha acquisito sempre più importanza, fino a coinvolgere attivisti e istituzioni da quasi tutti i paesi del mondo.

Ogni edizione è dedicata a un tema specifico. Nel 2020 il focus sarà “Acqua e cambiamento climatico“: un invito a considerare che la risorsa idrica è un tassello fondamentale nella mitigazione ai cambiamenti climatici: da essa dipendono la sopravvivenza di molte persone e la salute pubblica. L’enfasi posta sull’acqua come fonte di igiene non poteva essere più appropriata.

Ogni anno la Giornata Mondiale dell’acqua è dedicata a un tema diverso, ma sono tutti attuali e strettamente collegati. Se nel 2019 si è posto l’accento sulle differenti possibilità di accesso all’acqua (differenze di genere o di classe, gruppi svantaggiati come minoranze, migranti, disabili), nel 2018 si è parlato del ruolo degli ecosistemi naturali e dell’ambiente nei problemi legati all’acqua, dalla scarsità idrica al rischio idrogeologico.

Diritto umano, ma non per tutti

Il diritto all’acqua è stato riconosciuto dall’ONU “diritto umano e fondamentale” nel 2010. Nella risoluzione si legge come l’acqua potabile e per uso igienico, concerne la dignità della persona, è essenziale al pieno godimento della vita, è fondamentale per tutti gli altri diritti umani.

“Acqua pulita e servizi igienico-sanitari” è il numero 6 dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite (noto come Agenda 2030).

Un obiettivo per cui resta moltissimo da fare. Secondo l’OMS, oggi almeno 785 milioni di persone non hanno accesso neanche a un servizio idrico essenziale, e in 2 miliardi sono costretti a bere acqua che potrebbe essere contaminata da feci. Nei paesi più poveri, l’acqua sicura non è garantita nemmeno in ospedali e ambulatori. Se continuiamo di questo passo, si legge nei dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, entro il 2025 metà della popolazione mondiale vivrà in condizioni sottoposte a stress idrico.

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